L’UE intervenga per tutelare il patrimonio culturale alpino dalle predazioni dei lupi

La pastorizia, elemento fondamentale per la gestione sostenibile del territorio montano e per la salvaguardia della biodiversità e del paesaggio rurale, è riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell’umanità grazie alla transumanza.

L’Unesco, riconoscendo la centralità dell’allevamento contro lo spopolamento delle aree montane, sottolinea quanto questa pratica sia rispettosa del benessere animale e rappresenti un esempio straordinario di approccio sostenibile.

I continui assalti dei lupi negli ultimi anni hanno provocato un progressivo e inarrestabile abbandono di questa attività nei contesti rurali alpini da parte degli allevatori.

I lupi fanno stragi di bestie al pascolo, nelle stalle, nei cortili delle case, uccidono persino gli animali da affezione.

I danni arrecati dagli assalti predatori dei lupi sono ingentissimi, ma non sempre quantificabili, soprattutto in territori come il Veneto e Trentino dove l’allevamento amatoriale degli animali è molto diffuso, in cui ogni famiglia conserva l’abitudine di allevare i propri animali per il mantenimento di prati e boschi.

Animali che, una volta ammazzati dai lupi, non vengono rimpiazzati, disperdendo così una tradizione secolare.

A tutela della cultura rurale alpina, in via di estinzione, vanno ridisegnate urgentemente le misure di salvaguardia che puntano a trovare il giusto equilibrio tra comunità del territorio e fauna selvatica, con particolare attenzione al difficile rapporto con i lupi.

Alla luce di quanto precede può la Commissione far sapere come intende salvaguardare il patrimonio culturale immateriale dei territori alpini?

Risposta

In quanto specie autoctona della fauna europea, il lupo è parte integrante della biodiversità e del patrimonio naturale e ha un ruolo ecologico importante negli ecosistemi ed è pertanto protetto dalla direttiva Habitat

L’attuale recupero del lupo nelle Alpi può causare dei conflitti con l’allevamento nelle zone in cui sono andate perdute le conoscenze e le pratiche pastorizie tradizionali su come gestire il bestiame in presenza di grandi carnivori. La Commissione continuerà pertanto a sostenere gli Stati membri e i portatori d’interesse nell’elaborazione e nell’attuazione di soluzioni adeguate per ridurre la vulnerabilità del bestiame alla predazione, incluso il ristabilimento delle pratiche pastorizie tradizionali (inclusa la custodia dei greggi). Ciò consentirebbe di preservare sia il patrimonio culturale sia il patrimonio naturale: i sistemi pastorali tradizionali e la prosperità delle popolazioni di lupi non si escludono a vicenda.

Un sostegno finanziario significativo è disponibile nell’ambito dei programmi di sviluppo rurale cofinanziati dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR). Tale sostegno può finanziare investimenti preventivi, ad esempio per la costruzione e manutenzione di recinzioni protettive, per l’acquisto di cani da guardia e costi associati, ecc. Anche il costo della mano d’opera necessaria per la guardia del bestiame può rientrare nell’ambito di tale sostegno, mentre i danni diretti e indiretti non possono essere risarciti dal FEASR. Tuttavia, gli Stati membri possono concedere aiuti di Stato per risarcire fino al 100% dei costi diretti (come il valore economico degli animali uccisi e i danni ai beni delle aziende agricole) e indiretti (costi veterinari e della mano d’opera per la ricerca degli animali dispersi). Inoltre, in base alle norme vigenti in materia di aiuti di Stato è possibile finanziare fino al 100% degli investimenti preventivi, mentre è escluso il risarcimento delle perdite di reddito.

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