Tutela del settore calzaturiero “Made in Italy” dalla crisi provocata dall’impatto della COVID-19, dalla delocalizzazione e dalla concorrenza sleale cinese

Tutela del settore calzaturiero “Made in Italy” dalla crisi provocata dall’impatto della COVID-19, dalla delocalizzazione e dalla concorrenza sleale cinese

Il settore calzaturiero italiano, formato soprattutto da Piccole e Medie Imprese per un totale di 77 000 addetti, è stato pesantemente colpito dalla chiusura dei negozi e dalle restrizioni all’export imposte dalla pandemia da COVID-19. Nei primi mesi del 2020 le perdite ammontano a 1,7 miliardi di euro di fatturato e le esportazioni sono calate del 33,7%.

L’impatto negativo del Coronavirus aggrava la difficile situazione dell’industria calzaturiera, come segnalato dagli operatori del comparto della Riviera del Brenta, che impiega circa 10 000 lavoratori e circa 1 000 aziende nelle provincie di Padova e Venezia.

I produttori italiani sono preoccupati dall’invasione di imprese calzaturiere cinesi che fanno concorrenza sleale distorcendo il mercato con prodotti sottocosto. Nel solo periodo 2009-2015 in Veneto le imprese cinesi del calzaturiero sono aumentate del 40,6% mentre le imprese italiane sono diminuite del 12,6%. I produttori segnalano inoltre le pesanti ricadute economiche delle delocalizzazioni all’estero che penalizzano fortemente le vere produzioni “Made in Italy”.

Considerata la gravissima crisi che le imprese calzaturiere italiane stanno affrontando per gli effetti nefasti della COVID-19, delle delocalizzazioni e della concorrenza sleale cinese e considerando che dall’industria calzaturiera italiana dipendono migliaia di posti di lavoro, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:

1. Come sosterrà il comparto calzaturiero italiano colpito dagli effetti economici della pandemia da COVID-19?

2. Quali misure urgenti attuerà per tutelare il settore calzaturiero “Made in Italy” dalle delocalizzazioni e dalla concorrenza sleale cinese?

Approfondisci sul sito del Parlamento Europeo

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