Tutela dell’export agroalimentare “Made in Italy” nel Regno Unito dopo la Brexit

Il 1° ottobre Coldiretti ha lanciato l’allarme sui rischi per l’export agroalimentare “Made in Italy” a causa dell’uscita del Regno Unito dall’UE.

I produttori italiani sono seriamente preoccupati per i dazi doganali che potrebbero essere applicati dopo la Brexit ai prodotti “Made in Italy”.

L’export italiano nel Regno Unito vale circa 3,4 miliardi di euro l’anno, trainato dal settore vitivinicolo che nel 2019 ha avuto un fatturato di 770 milioni di euro col Prosecco a farla da padrone.

Ad aggravare ulteriormente la situazione è il sistema di etichettatura nutrizionale a semaforo, diffusosi nella grande distribuzione inglese, che “boccia” almeno l’85 % dei prodotti agroalimentari italiani a causa della sua fuorviante applicazione.

Va inoltre considerato che nel Regno Unito gli episodi di imitazione fraudolenta di prodotti italiani tutelati dai marchi DOP e IGP, nell’ambito del noto fenomeno dell'”Italian Sounding”, sono quasi all’ordine del giorno, come già denunciato in mie interrogazioni.

Preso atto che il Regno Unito rimane un partner commerciale fondamentale per l’Italia e l’UE, la Commissione:

1. Quali iniziative intende mettere in campo per tutelare l’agroalimentare italiano?

2. Può far sapere come sta procedendo nell’ambito dei negoziati della Brexit per scongiurare l’applicazione di dazi sconsiderati sui prodotti di eccellenza italiani ed europei?

Risposta

L’articolo 54, paragrafo 2, dell’accordo di recesso garantisce già una protezione piena e illimitata nel Regno Unito per tutti i prodotti di qualità italiani registrati, vale a dire le indicazioni geografiche, le denominazioni di origine, le specialità tradizionali garantite nonché le menzioni tradizionali per i vini. L’accordo di recesso prevede già un elevato livello di protezione per le indicazioni geografiche registrate: la Commissione intende non solo confermarlo ma anche istituire un meccanismo per proteggere le future indicazioni geografiche nell’ambito del nuovo partenariato con il Regno Unito, garantendo lo stesso livello di protezione previsto dall’accordo di recesso.

Inoltre, nell’ambito del futuro partenariato, la Commissione intende garantire l’effettiva applicazione dei diritti di proprietà intellettuale, inclusi quelli relativi alle indicazioni geografiche, non solo alle frontiere ma anche nella sfera digitale.

Conformemente alla dichiarazione politica e alle direttive di negoziato del Consiglio, il futuro partenariato economico con il Regno Unito si baserà su « tariffe pari a zero, contingenti pari a zero » in tutti i settori, incluso quello agroalimentare, a condizione che sia garantita la loro applicazione e la parità di condizioni.

I negoziati sul futuro partenariato sono ancora in corso.

Approfondisci sul sito del Parlamento Europeo

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