Accordo UE-Mercosur, concorrenza sleale contro il settore risicolo italiano e allarme sulla sicurezza delle importazioni

Recentemente le organizzazioni dei produttori italiani hanno lanciato l’allarme sugli effetti dell’Accordo UE-Mercosur circa la concorrenza sleale verso l’agroalimentare italiano ed europeo.

Annualmente i Paesi del Sudamerica esportano 100 000 tonnellate di riso a dazio zero in UE.

L’accordo prevede un contingente aggiuntivo annuo di ben 60 000 tonnellate.

Un così forte aumento della concorrenza desta grandi preoccupazioni nei produttori italiani ed europei che denunciano altresì le enormi violazioni delle regole su sicurezza alimentare, tutela del lavoro e ambiente da parte dei produttori sudamericani: standard che, al contrario, i produttori italiani devono rispettare.

Preoccupano inoltre l’arrivo nei mercati europei di prodotti agricoli contaminati da pesticidi non ammessi in UE e da malattie fitosanitarie sconosciute in Europa quali la “macchia nera”, la presenza di molti casi di Escherichia-Coli scoperti durante i controlli su carni importate dal Brasile, lo sfruttamento del lavoro minorile e l’impennata dei disboscamenti in Amazzonia, segnalata dall’Istituto Brasiliano per la Ricerca Spaziale.

In considerazione di quanto precede e preso atto che il 7 ottobre 2020 il Parlamento europeo si è espresso contro la ratifica dell’Accordo UE-Mercosur, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:

1. Intende applicare ai prodotti risicoli italiani ed europei il principio del “prodotto sensibile”, quale strumento di tutela dalle importazioni a dazio zero?

2. Intende rivedere l’accordo UE-Mercosur al fine di garantire la reciprocità delle regole comunitarie di sicurezza alimentare, tutela del lavoro e sostenibilità ambientale?

Risposta

Il riso è stato considerato un prodotto sensibile nei negoziati con il Mercosur. Per questo motivo, il contingente di 60 000 tonnellate concesso al Mercosur riguarda una quantità notevolmente inferiore agli attuali scambi commerciali, che avvengono quasi totalmente a dazio pieno fuori contingente, e sarà introdotto solo gradualmente in 6 scaglioni uguali. Si prevede che l’apertura di tale contingente avrà un effetto modesto sul saldo delle importazioni di riso dell’UE. Il contingente sarà tuttavia condizionato ad una salvaguardia bilaterale che potrà essere innescata nel caso si possa dimostrare che le importazioni del contingente arrecano o minacciano di arrecare un grave pregiudizio ai produttori dell’UE.

Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, tutte le importazioni di prodotti agroalimentari – compreso il riso – devono rispettare le rigorose norme dell’UE in materia di sicurezza alimentare e gli obblighi derivanti dall’accordo dell’Organizzazione mondiale del commercio sull’applicazione delle misure sanitarie e fitosanitarie. Tra questi figurano l’obbligo delle parti esportatrici (in questo caso i paesi del Mercosur) di rispettare i requisiti di sicurezza alimentare delle parti importatrici (in questo caso l’UE), l’obbligo delle parti importatrici di garantire le basi scientifiche dei propri requisiti di sicurezza alimentare e il diritto delle parti importatrici di adottare misure per impedire l’ingresso nei loro mercati di prodotti importati non conformi. Tutti questi diritti e obblighi sono ripresi nell’accordo dell’UE con il Mercosur. Il capitolo relativo al commercio e allo sviluppo sostenibile dell’accordo si basa sul rispetto delle norme internazionali in materia di lavoro e ambiente. Queste norme rappresentano un punto di riferimento comune a tutte le parti, pur consentendo ad esse di convenire standard più elevati qualora decidano in tal senso.

Approfondisci sul sito del Parlamento Europeo

Condividi sui social

Facebook
Twitter
LinkedIn
Email

Iscriviti alla nostra newsletter