Il nuovo Ponte di Genova e la lettera di Atlantia S.p.A. alla Commissione europea in merito alla vicenda delle concessioni autostradali con il Governo italiano

Il nuovo ponte di Genova dovrebbe essere inaugurato il prossimo 1°agosto, tuttavia ad oggi non è ancora stata nominata una società che si occupi del collaudo finale dell’infrastruttura, passaggio indispensabile per l’apertura del ponte alla viabilità ,come dichiarato dal commissario per la ricostruzione e sindaco di Genova Marco Bucci.

Attualmente la società titolare della concessione del ponte autostradale è Autostrade per l’Italia (Aspi), controllata dalla holding Atlantia S.p.A., contro la quale il governo italiano ha avviato una procedura di contestazione dopo il crollo del ponte Morandi avvenuto il 14 agosto 2018.

Recentemente Atlantia ha inviato una lettera alla Commissione che riguarderebbe l’articolo 35 del decreto-legge n.162 del 30 dicembre 2019, che dispone che l’amministrazione concedente possa revocare anticipatamente la concessione autostradale, la cui scadenza è attualmente fissata al 2038, senza dover riconoscere al concessionario la penale prevista, pari a 23 miliardi di euro. Come anticipato dal Financial Times, Atlantia riterrebbe che il governo italiano abbia “violato politicamente le norme europee sul libero mercato forzando” Atlantia “a cedere la sua quota di controllo di Aspi a Cassa depositi e prestiti a prezzi di saldo” a danno di “migliaia di investitori italiani ed esteri”.

Considerata l’importanza di una pronta risposta, intende la Commissione, dato l’impatto occupazionale della decisione, rispondere velocemente ad Atlantia?

Visto il regolamento (CE) n. 1049/2001 sull’accesso ai documenti, intende la Commissione rendere pubblico il contenuto delle lettere?

Risposta 1

The Commission is aware of the ‘Milleproroghe decree’ (decree no 162/30.12.2019), recently converted into law by the Italian Parliament (Law 8/2020). It has also received letters and complaints concerning this matter.

As the guardian of the Treaties, the Commission monitors the correct application of EU law in the Member States. When the Commission becomes aware of a potential breach of EU law or receives complaints to that effect, its services carefully examine the facts of each case and the compatibility with the applicable rules. Complaints about potential breaches of EU law are handled in accordance with the commitments taken in the Commission’s Communication ‘Updating the handling of relations with the complainant in respect of the application of Union law’.

The Commission services are presentlyexamining the compatibility of the ‘Milleproroghe decree’ with EU law.

The Commission will process any requests for public access in accordance with the rules laid down in theRegulation 1049/2001, with due respect to the confidentiality rules to which the Commission is bound when handling individual complaints.

Risposta 2

La Commissione è a conoscenza del decreto “Milleproroghe” (decreto n. 162/30.12.2019), di recente convertito in legge dal Parlamento italiano (legge 8/2020), e ha ricevuto lettere e denunce in proposito.

La Commissione, in qualità di custode dei trattati, vigila sulla corretta applicazione del diritto dell’UE negli Stati membri. Qualora venga a conoscenza di una potenziale violazione del diritto dell’UE o riceva denunce in tal senso, la Commissione incarica i suoi servizi di esaminare attentamente le circostanze di ogni caso e la compatibilità con le norme applicabili in materia.Il trattamento delle denunce relative a potenziali violazioni del diritto dell’UE avviene conformemente agli impegni assunti nella comunicazione della Commissione”Migliorare la gestione dei rapporti con gli autori di denunce in materia di applicazione del diritto dell’Unione”.

I servizi della Commissione stanno attualmente esaminando la compatibilità del decreto “Milleproroghe” con il diritto dell’Unione.

La Commissione tratterà le domande relative all’accesso del pubblico conformemente alle norme di cui al regolamento 1049/2001, osservando le norme in materia di riservatezza che la Commissione è tenuta a rispettare quando si occupa di denunce individuali.

Risposta 3

La Commissione è a conoscenza del decreto «Milleproroghe» (decreto n. 162/30.12.2019), di recente convertito in legge dal Parlamento italiano (legge 8/2020), e ha ricevuto lettere e denunce in proposito.

La Commissione, in qualità di custode dei trattati, vigila sulla corretta applicazione del diritto dell’UE negli Stati membri. Qualora venga a conoscenza di una potenziale violazione del diritto dell’UE o riceva denunce in tal senso, la Commissione incarica i suoi servizi di esaminare attentamente le circostanze di ogni caso e la compatibilità con le norme applicabili in materia. Il trattamento delle denunce relative a potenziali violazioni del diritto dell’UE avviene conformemente agli impegni assunti nella comunicazione della Commissione «Migliorare la gestione dei rapporti con gli autori di denunce in materia di applicazione del diritto dell’Unione».

I servizi della Commissione stanno attualmente esaminando la compatibilità del decreto «Milleproroghe» con il diritto dell’Unione.

La Commissione tratterà le domande relative all’accesso del pubblico conformemente alle norme di cui al regolamento 1049/2001, osservando le norme in materia di riservatezza che la Commissione è tenuta a rispettare quando si occupa di denunce individuali.

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