Sfruttamento del lavoro minorile in Pakistan

Tutti i mass media hanno raccontato la storia di Zohra, una bambina di 8 anni pakistana venduta dai suoi genitori, provenienti da un piccolo villaggio del Pakistan, a una benestante coppia di Rawalpindi, come domestica.

Un giorno la coppia, come se non bastasse l’abuso di far lavorare una minorenne, furiosa per la fuga di due pappagalli, ha iniziato a torturarla. Poi, spaventati dalle conseguenze, l’hanno portata in ospedale. Il personale sanitario dell’ospedale dove la piccola Zohra era stata ricoverata non ha potuto far altro che constatarne il decesso, l’autopsia inoltre ha rilevato segni di violenza sessuale. Purtroppo non è il primo caso di violenza su bambini in Pakistan di cui la cronaca ci porta a conoscenza.

L’Unione europea è il principale partner commerciale del Pakistan, destinatario del 30% delle proprie esportazioni, mentre il 20% delle importazioni dell’Unione proviene dal paese asiatico che, inoltre, è il principale beneficiario degli aiuti comunitari in Asia.

Alla luce di quanto precede, intende il vicepresidente della Commissione/alto rappresentate:

1. Esortare il Pakistan ad adottare misure più severe contro il lavoro minorile?

2. Considerare, di concerto con la Commissione, delle severe sanzioni economiche nel caso in cui ciò non avvenga?

Risposta

Lo scorso 27 giugno 2020 il rappresentante speciale dell’UE per i diritti umani Eamon Gilmore ha sollevato il tragico caso di Zohra Shah e, più in generale, la questione del lavoro minorile con la Ministra federale per i diritti umani Shireen Mazari, sottolineando le gravi preoccupazioni dell’UE. La Ministra Mazari ha riferito in merito agli sforzi legislativi volti a porre fine al lavoro minorile domestico al di sotto dei 14 anni di età.

Il tema del lavoro minorile occupa una posizione di spicco nel programma del sottogruppo sui diritti umani della commissione mista UE-Pakistan ed è discusso anche nell’ambito del regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo (SPG+), della relazione 2018-2019 sul sistema di preferenze generalizzate (SPG) e della relativa valutazione dell’attuazione, da parte del Pakistan, delle convenzioni in materia di lavoro e diritti umani contemplate dall’SPG+.

Nel giugno 2020 la Commissione europea ha trasmesso al governo un elenco delle principali questioni da affrontare per un’attuazione efficace delle 27 convenzioni internazionali pertinenti per l’SPG+. Nell’elenco sono menzionati, tra l’altro, uno sforzo per l’adozione e l’attuazione di una legge completa contro il lavoro minorile, il completamento delle indagini in corso sul lavoro minorile e il rafforzamento del sistema di ispezione del lavoro.

Oltre che nelle convenzioni fondamentali in materia di lavoro, questo tema è affrontato anche nell’ambito della Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna ( CEDAW ) e della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC).

Si attende una risposta del governo pakistano entro settembre 2020. Al tema sarà dato seguito anche nel corso della prossima missione congiunta di monitoraggio in Pakistan condotta dalla Commissione e dal Servizio europeo per l’azione esterna.

In casi eccezionali, qualora nessuna delle altre azioni vada a buon fine, è considerata la possibilità di una revoca temporanea delle preferenze SPG a norma dell’articolo 19 del regolamento SPG.

Approfondisci sul sito del Parlamento Europeo

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