Liberazione di Silvia Romano e ipotesi sull’utilizzo del riscatto per l’acquisto di armi da parte dei terroristi islamici

Il 9 maggio 2020 è stata liberata in Somalia la giovane cooperante italiana Silvia Romano, rapita il 20 novembre 2018 in Kenya, dove svolgeva attività di volontariato per la ONLUS Africa Milele. Silvia Romano è stata ostaggio del gruppo terrorista islamico Al Shabaab, affiliato ai jihadisti di Al-Qaeda. Al suo rientro in Italia, Silvia ha dichiarato che durante la prigionia si è convertita alla fede islamica. Successivamente, il portavoce dei terroristi islamici di Al Shabaab, Ali Dehere, ha dichiarato che una parte del riscatto ricevuto per rilasciare Silvia Romano verrà utilizzato per l’acquisto di armi per la jihad. Il 12 maggio l’alto rappresentante dell’UE Josep Borrell ha affermato di essere impressionato per le parole di Ali Dehere e che il riscatto pagato per liberare Silvia Romano “potrebbe essere un problema per l’UE”.

Il Vicepresidente / Alto Rappresentante può chiarire:

se esistano linee guida dell’UE sul pagamento di un riscatto per un ostaggio;

la propria posizione sull’eventuale riscatto pagato per liberare Silvia Romano?

Risposta

L’UE condanna fermamente il ricorso ai sequestri di persona a scopo di estorsione da parte di gruppi terroristici o di qualsiasi altra organizzazione criminale e respinge in modo inequivocabile il pagamento di riscatti e le concessioni politiche ai terroristi.

Il sequestro a scopo di estorsione costituisce una fonte di finanziamento del terrorismo e rafforza la capacità dei gruppi terroristici di attaccare gli interessi dell’UE. I gruppi terroristici utilizzano il denaro ottenuto con i sequestri di persona per rafforzare la loro capacità operativa, effettuare traffici illeciti, reclutare nuovi effettivi ed acquistare armi e attrezzature per pianificare e lanciare nuovi attacchi. I pagamenti e le concessioni politiche ai terroristi non fanno che incentivare i sequestri di persona e espongono a maggiori rischi la vita dei cittadini dell’UE.

Nel 2014 il Consiglio dell’Unione europea ha accolto con favore l’adozione della risoluzione 2133 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che sancisce l’impegno politico teso a rafforzare le precedenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che richiedono a tutti i membri delle Nazioni Unite di impedire ai terroristi di beneficiare direttamente o indirettamente del pagamento di riscatti. Il Consiglio ribadisce inoltre l’impegno degli Stati membri ad appoggiare tali risoluzioni.

L’UE sostiene pienamente gli sforzi compiuti dagli Stati membri per impedire i rapimenti e garantire il rilascio sicuro degli ostaggi senza il pagamento di riscatti. Riconosce la necessità di sostenere le persone colpite da casi di sequestro di persona e di proteggere la vita degli ostaggi.

Approfondisci sul sito del Parlamento Europeo

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