Reciprocità degli standard di produzione dei prodotti agroalimentari importati nell’UE: le richieste dei produttori italiani di noci e di funghi

I produttori agricoli italiani denunciano la concorrenza sleale derivante dall’assenza di reciprocità degli standard produttivi negli scambi commerciali dell’UE con i Paesi extraeuropei.

Mentre gli agricoltori europei devono seguire regole stringenti sull’uso di fitofarmaci/insetticidi nel rispetto degli obiettivi ambientali della Commissione, in Europa vengono importati e commercializzati prodotti extra-UE a basso prezzo che non rispettano le stesse normative.

Il gruppo di produttori “Amici della Noce” del Veneto denuncia questa disparità di trattamento che, a danno dell’ambiente, consente alla concorrenza extra-UE produzioni per ettaro anche doppie a costi dimezzati.

L’Associazione Italiana Fungicoltori evidenzia che i funghi importati nell’UE dalla Cina hanno costi produttivi molto inferiori a quelli europei, poiché i cinesi non applicano gli stessi livelli di controllo sanitario, di sicurezza alimentare e di tutela ambientale e sociale.

Per contrastare l’invasione di alimenti di dubbia qualità a basso prezzo, gli agricoltori italiani chiedono un sistema reciproco che obblighi i produttori extraeuropei a rispettare le stesse regole UE su principi attivi ammessi e tutele dei lavoratori.

Considerando le istanze sopracitate e la necessità che il mercato dell’UE operi secondo regole eque, si chiede alla Commissione come intende garantire la reciprocità degli standard di produzione negli accordi commerciali e l’effettivo rispetto degli stessi, al fine di contrastare la concorrenza sleale dei produttori extraeuropei che danneggia i produttori italiani.

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