Reciprocità degli standard di produzione dei prodotti agroalimentari importati nell’UE: le richieste dei produttori italiani di noci e di funghi

I produttori agricoli italiani denunciano la concorrenza sleale derivante dall’assenza di reciprocità degli standard produttivi negli scambi commerciali dell’UE con i Paesi extraeuropei.

Mentre gli agricoltori europei devono seguire regole stringenti sull’uso di fitofarmaci/insetticidi nel rispetto degli obiettivi ambientali della Commissione, in Europa vengono importati e commercializzati prodotti extra-UE a basso prezzo che non rispettano le stesse normative.

Il gruppo di produttori “Amici della Noce” del Veneto denuncia questa disparità di trattamento che, a danno dell’ambiente, consente alla concorrenza extra-UE produzioni per ettaro anche doppie a costi dimezzati.

L’Associazione Italiana Fungicoltori evidenzia che i funghi importati nell’UE dalla Cina hanno costi produttivi molto inferiori a quelli europei, poiché i cinesi non applicano gli stessi livelli di controllo sanitario, di sicurezza alimentare e di tutela ambientale e sociale.

Per contrastare l’invasione di alimenti di dubbia qualità a basso prezzo, gli agricoltori italiani chiedono un sistema reciproco che obblighi i produttori extraeuropei a rispettare le stesse regole UE su principi attivi ammessi e tutele dei lavoratori.

Considerando le istanze sopracitate e la necessità che il mercato dell’UE operi secondo regole eque, si chiede alla Commissione come intende garantire la reciprocità degli standard di produzione negli accordi commerciali e l’effettivo rispetto degli stessi, al fine di contrastare la concorrenza sleale dei produttori extraeuropei che danneggia i produttori italiani.

Risposta

L’articolo 11 del regolamento (CE) n. 178/2002 prescrive che gli alimenti destinati all’importazione nell’UE siano conformi alle pertinenti disposizioni della legislazione alimentare dell’UE o a condizioni riconosciute almeno equivalenti. Gli Stati membri devono effettuare controlli regolari basati sui rischi per verificare il rispetto di tali norme a norma del titolo II, capo V, del regolamento (UE) n. 2017/625. Inoltre, tali alimenti devono rispettare i livelli massimi di residui (LMR) di antiparassitari fissati a norma del regolamento (CE) n. 396/2005, che prevede misure di controllo concrete mediante un programma di controllo pluriennale coordinato a livello dell’UE e programmi annuali di controllo nazionali mirati e basati sul rischio.

Inoltre, la Commissione effettua controlli regolari nei paesi terzi per verificare la capacità del loro sistema di controllo di garantire che i prodotti agroalimentari esportati siano conformi ai requisiti dell’UE applicabili. In presenza di un rischio per la salute pubblica, la Commissione può adottare misure relative alle importazioni, che vanno da un aumento temporaneo dei controlli ufficiali ai posti di controllo frontalieri alla sospensione delle importazioni, in funzione della gravità della situazione.

Il regolamento (UE) n. 1308/2013 (regolamento OCM) stabilisce norme di commercializzazione obbligatorie per i prodotti da commercializzare nell’UE, compresi gli ortofrutticoli, che riguardano anche i prodotti importati (cfr. articoli 74 e 76 del regolamento OCM). Per promuovere standard alimentari più elevati, l’UE si impegnerà inoltre ulteriormente con i partner internazionali a livello bilaterale e multilaterale per costruire alleanze verdi e promuovere norme per sistemi di produzione agricola sostenibili.

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