Piano europeo di lotta al cancro contro le eccellenze agroalimentari e vitivinicole del “Made in Italy” − La Commissione europea riveda le misure

Il 3 febbraio la Commissione europea ha presentato il piano europeo di lotta contro il cancro. Nonostante l’obiettivo lodevole, le soluzioni risultano ingannevoli e danneggiano pesantemente le numerose eccellenze agroalimentari e vitivinicole del “Made in Italy”.

Secondo la Commissione le carni rosse, i salumi, il vino e le altre bevande alcoliche sarebbero cancerogeni e, pertanto, intende scoraggiarne il consumo attraverso la riduzione dei fondi destinati alle attività di promozione di questi prodotti, una maggior tassazione e informazioni allarmistiche da inserire in etichetta su alimenti e bottiglie.

Il piano non tiene conto del fatto che la dieta mediterranea è patrimonio dell’UNESCO per i comprovati benefici alla salute, che sono garantiti attraverso l’apporto bilanciato di tutte le componenti nutritive, incluse le proteine animali e un consumo moderato di vino.

Inoltre, le eccellenze DOP e IGP italiane sono prodotte secondo rigidi disciplinari di produzione che ne garantiscono la qualità e la salubrità, mentre sistemi di etichettatura come il Nutri-Score sono scorretti e fuorvianti.

Va considerato che il solo comparto vitivinicolo italiano vale 11 miliardi di euro di fatturato e conta 1,3 milioni di addetti.

Occorre prendere atto delle preoccupazioni dei produttori e degli operatori della filiera agroalimentare italiana, già in difficoltà per i danni economici causati dal coronavirus.

A fronte delle evidenze sopraesposte, può la Commissione riferire se intende rivedere le disposizioni del piano europeo di lotta contro il cancro che andrebbero a discriminare ingiustamente le eccellenze del “Made in Italy”?

Approfondisci sul sito del Parlamento Europeo

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