L’affossamento del «made in» è l’ennesimo fallimento del governo Monti che ha calato le brache davanti alla Germania

“Il ritiro, da parte della Commissione UE, del provvedimento sul “Made In”, segna l’ennesimo pesante fallimento del Governo italiano in sede europea. Purtroppo, a farne le spese saranno ancora una volta le nostre imprese, sempre più esposte alla concorrenza sleale dei Paesi Asiatici ed extra Ue che continueranno ad introdurre, nei nostri territori, merci low cost e di bassa qualità prive dell’indicazione d’origine”.

Così l’europarlamentare e responsabile federale del dipartimento Europa della Lega Nord Mara Bizzotto, commenta la decisione della Commissione Europea di ritirare il Regolamento sul «Made In» che doveva imporre l’etichettatura d’origine a tutta una serie di prodotti provenienti dai Paesi terzi.

Il testo, approvato dal Parlamento Europeo nel 2010, era fermo ormai da due anni al Consiglio UE, che non è mai riuscito ad esprimere una maggioranza in merito: da qui, la decisione dell’esecutivo comunitario di ritirare il dossier.

“La responsabilità del Governo italiano è evidente, con Monti e i suoi ministri che ancora una volta hanno calato le brache davanti alla Merkel e alla Germania – dichiara l’On. Bizzotto – Il Governo non ha saputo, né voluto, difendere gli interessi delle nostre industrie di fronte agli altri Paesi: a dettar legge, e a vincere, sono stati di nuovo la Germania e gli altri Paesi del Nord Europa che non hanno alcun interesse nell’approvare un provvedimento che tuteli quella produzione di qualità che è il vero valore aggiunto delle imprese italiane nel mercato globale”.

“Trovo altresì scandaloso che la Commissione UE decida di ritirare il Regolamento senza nemmeno consultare il Parlamento Europeo, che già lo aveva approvato a larghissima maggioranza” aggiunge l’eurodeputata della Lega Nord, impegnata proprio questo pomeriggio in un incontro con gli altri europarlamentari italiani per decidere quali iniziative intraprendere a difesa del «Made In» e delle imprese italiane.

“E’ inutile che il capo del Governo e i suoi ministri vengano a sfilare a Bruxelles soltanto per dirci quanto è brava l’Italia nel seguire le direttive economiche imposte dall’Europa – conclude l’On. Bizzotto – Vadano, piuttosto, a spiegare agli imprenditori il perché non sono stati in grado di difendere e portare avanti uno dei pochi provvedimenti concreti con cui sconfiggere la concorrenza sleale”.

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