Influenza aviaria in Veneto nelle province di Verona e Padova: filiera avicola a rischio. La Commissione UE sostenga il settore

Dalla metà di ottobre 2021 è stata rilevata la presenza del virus dell’influenza aviaria H5N1 in 60 allevamenti avicoli in diversi comuni della provincia di Verona e recentemente l’epidemia si è estesa a due allevamenti nella provincia di Padova.

Il virus, non trasmissibile all’uomo, è ad alta patogenicità e ha un tasso di contagio altissimo, che rende necessario l’abbattimento di tutti gli animali degli allevamenti colpiti. La Regione ha attivato il protocollo di contenimento attivando una zona di sorveglianza di 10 chilometri di diametro, a norma della direttiva 2005/94/CE relativa a misure comunitarie di lotta contro l’influenza aviaria.

Le stime indicano in diverse centinaia di migliaia gli animali da abbattere tra polli, galline e tacchini.

In Veneto la filiera avicola è un settore produttivo fondamentale ed è la prima fonte di reddito per moltissime famiglie.

Gli avicoltori hanno attuato tutte le misure di biosicurezza, come dichiarato dall’Associazione veneta degli allevatori (AVA).

Questa nuova epidemia d’aviaria avrà ricadute economiche di diversi milioni di euro e metterà in ginocchio la filiera avicola.

Ciò premesso, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:

1. Approverà quanto prima lo stanziamento degli indennizzi per mancato reddito previsti a favore degli avicoltori italiani i cui allevamenti sono colpiti dall’ondata d’influenza aviaria?

2. Quali ulteriori misure di sostegno adotterà per sostenere i produttori e l’intera filiera avicola italiana nonché limitare i danni d’immagine ai loro prodotti?

Risposta

Vi sono diversi modi per compensare le perdite delle aziende causate dalle malattie degli animali. In primo luogo, ai sensi del regolamento (UE) 2021/690, possono essere concessi finanziamenti agli Stati membri per le misure di emergenza adottate per l’eradicazione e il controllo dei focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità nel pollame o nei volatili in cattività. In secondo luogo, a norma dell’articolo 220 del regolamento (UE) 1308/2013, possono essere adottate misure eccezionali di sostegno del mercato per compensare le perdite dovute a restrizioni commerciali derivanti da misure veterinarie destinate a impedire la propagazione di malattie degli animali. Le misure, adottate mediante regolamenti di esecuzione della Commissione, sono elaborate in seguito a una richiesta circostanziata dello Stato membro interessato e cofinanziate al 50 % dall’UE. Infine la concessione di indennizzi relativi alle malattie degli animali può avvenire anche nel quadro degli aiuti di Stato. Gli Stati membri possono inoltre adottare una serie di misure per affrontare le questioni relative alla salute degli animali e alla biosicurezza nell’ambito dei rispettivi programmi di sviluppo rurale (regolamento (UE) 1305/2013).

Sebbene le epidemie di influenza aviaria ad alta patogenicità abbiano avuto un impatto diretto sulle aziende interessate, i prezzi di mercato complessivi della carne di pollame a livello europeo non sono stati influenzati negativamente. Dall’inizio del 2021 i prezzi dei polli da carne nell’UE hanno registrato una tendenza al rialzo, raggiungendo livelli eccezionalmente elevati ben al di sopra della media storica grazie a una forte domanda nel mercato interno. In tale contesto le misure di sostegno del mercato non sembrano essere giustificate per il settore avicolo.

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