Guerra del Prosecco tra Italia e Croazia: la Commissione fermi le illegittime pretese della Croazia sulla denominazione Prosek

La Croazia ha avviato le procedure per il riconoscimento a livello europeo della denominazione Prosek come menzione tradizionale da abbinare ad un vino bianco locale. La richiesta della denominazione Prosek è in evidente conflitto con la DOP italiana Prosecco e con le normative dell’UE che disciplinano e tutelano i prodotti DOP e IGP da ogni forma di abuso, imitazione o evocazione.

Considerato che nel 2013, in risposta alla mia interrogazione E-006284/2013, l’allora Commissario Ciolos dichiarò che “l’utilizzo in commercio del termine ‘Prosek’ può creare problemi giuridici nella misura in cui rientra nel campo d’applicazione dell’art.118 del regolamento CE n°1234/2007, poiché la denominazione croata potrebbe entrare in conflitto con la protezione della DOP italiana Prosecco. Le autorità croate sono a conoscenza di tale problema giuridico” e che “se sarà presentata una domanda di protezione per “Prosek” come IGP, DOP o menzione tradizionale […] nella fase d’esame che precede la decisione di concessione o rifiuto della protezione sono prese in considerazione eventuali denominazioni di vini omonimi già registrati”.

Ciò premesso, può la Commissione far sapere:

1. se intende bocciare le illegittime pretese di riconoscimento della denominazione Prosek;

2. se intende bloccare la pubblicazione della richiesta croata nella Gazzetta Ufficiale;

3. come intende attivarsi per tutelare i consumatori e gli oltre 8000 produttori della DOP Prosecco, vittime di abusi e contraffazioni legate a fenomeni quali l’agropirateria e il fenomeno dell’Italian sounding, come nel caso del Prosek croato.

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