Errato recepimento della direttiva 2013/59/Euratom da parte dello Stato italiano in violazione del principio di proporzionalità e libertà di concorrenza

La categoria dei periti industriali e dei periti industriali laureati ha subito una forte discriminazione a seguito dell’errato recepimento nell’ordinamento italiano della direttiva 2013/59/Euratom del Consiglio, del 5 dicembre 2013, che stabilisce le norme di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti.

Difatti, secondo il testo attuativo della direttiva, in particolare il decreto legislativo n. 101, del 31 luglio 2020, la categoria dei periti industriali e dei periti industriali laureati nella specializzazione in edilizia è stata esclusa da quelle abilitate a svolgere attività di intervento per il risanamento da radon.

Le uniche categorie ammesse al compimento di tale prestazione sono state quelle degli ingegneri, degli architetti e dei geometri, che hanno la stessa formazione professionale, accademica e livello di qualifica dei periti industriali e dei periti industriali laureati in edilizia esclusi.

Alla luce di ciò, può la Commissione far sapere:

1. se e che tipo di iniziative intende intraprendere a livello europeo al fine di tutelare quei professionisti che, nonostante siano sufficientemente qualificati, vengono esclusi dalla prestazione di un servizio, con tutte le conseguenze negative del caso;

2. se ritiene che, oltre a discriminare una categoria di professionisti, l’esclusione operata dal decreto attuativo comporti anche una distorsione della concorrenza nella prestazione di servizi e, se del caso, quali azioni intende intraprendere a riguardo.

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