Da marzo il COVID-19 a Shanghai si sta diffondendo sempre di più e le misure per assicurare il lockdown dei cittadini da parte delle autorità cinesi sono diventate sempre più rigide e severe.
Il severo lockdown imposto ai cittadini sarebbe dovuto finire lo scorso 5 aprile ma le autorità lo hanno prolungato per un tempo indefinito. Non mancano in questi giorni le proteste contro queste chiusure. Il regime di lockdown potrebbe avere inoltre enormi conseguenze sulla catena di approvvigionamento mondiale, dal momento che il porto di Shanghai è uno dei principali porti commerciali al mondo.
Dopo Shanghai, sembra avvicinarsi sempre di più il turno di Pechino. Da venerdì scorso sono stati registrati nella capitale quasi un centinaio di casi di COVID, dando così il via ai test di massa in tutta la città, puntando alla copertura di circa 20 dei suoi 23 milioni di residenti totali, tra i diffusi timori di un prossimo lockdown rigido come quello ancora operativo a Shanghai.
Alla luce di quanto affermato, può la Commissione far sapere:
1. se stia monitorando quanto sta accadendo in Cina;
2. se si ritienga preoccupata dall’incremento repentino dei casi COVID-19 in questi territori;
3. come intende agire per arginare le conseguenze negative che queste chiusure avranno sul commercio marittimo mondiale.