Concorrenza sleale su riso Japonica e risone: i produttori italiani chiedono maggiori dazi sulle importazioni dal Sud-Est asiatico

Le importazioni in Europa di riso Japonica a dazio zero dal Myanmar sono aumentate esponenzialmente, da 31 500 tonnellate nel 2018 a 158 700 tonnellate nel 2020, grazie al regime di aiuti EBA concesso dall’UE.

L’invasione di riso asiatico a prezzi bassissimi causa una concorrenza sleale insostenibile per l’Italia, che, con 4 000 aziende, è il maggior produttore di riso dell’UE.

Il riso asiatico ha costi produttivi nettamente inferiori al riso italiano, perché non rispetta gli stessi standard UE di sostenibilità ambientale e sociale.

Per tutelare le produzioni italiane d’eccellenza, i produttori del Consorzio di Tutela della IGP Riso Nano Vialone Veronese, del Consorzio Riso Delta del Po IGP e del distretto del riso di Grumolo delle Abbadesse chiedono all’UE l’adozione urgente della clausola di salvaguardia sulle importazioni di riso Japonica dal Sud-Est asiatico e l’introduzione di dazi sul risone.

I risicoltori ritengono anche necessario che l’UE stabilisca la reciprocità degli standard di produzione negli scambi commerciali, per obbligare i produttori extraeuropei ad assicurare gli stessi parametri europei di tutela ambientale e sociale.

Preso atto del mancato rispetto dei diritti umani in Myanmar e in altri Paesi del Sud-Est asiatico esportatori di riso come la Cambogia e considerate le istanze dei produttori italiani, si chiede alla Commissione se intende dar seguito alle richieste dei produttori per salvaguardare la produzione risicola italiana dalla crescente concorrenza sleale asiatica.

Approfondisci sul sito del Parlamento Europeo

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