Allarme della filiera italiana delle plastiche biodegradabili e compostabili: le linee guida della Commissione europea mettono a rischio il settore

Il 31 maggio 2021 la Commissione europea ha pubblicato le linee guida sull’applicazione delle norme sulla plastica monouso, per ridurre i rifiuti di plastica non biodegradabile in mare.

Entro il 3 luglio 2021 i Paesi dell’UE dovranno recepire la direttiva UE 2019/904 sulla plastica monouso che stabilisce che molti prodotti non potranno più essere commercializzati, come bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, palette per bevande, tazze e contenitori di polistirolo espanso per alimenti e bevande. Anche le plastiche biodegradabili e compostabili (come quelle a base di carta) saranno vietate.

Queste disposizioni hanno messo in allarme le imprese italiane, che sono leader in Europa nella produzione di oggetti in plastica, in carta politenata e in plastica biodegradabile.

Confindustria ritiene che la direttiva comunitaria sulla plastica monouso sia un duro colpo per l’industria italiana degli imballaggi, che ha investito molto in ricerca e sviluppo di prodotti biodegradabili.

Anche il Presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, ritiene “fortemente sbagliata l’impostazione sulle bioplastiche compostabili delle linee guida emanate dalla Commissione europea”.

Considerando che in Italia il comparto della plastica conta 160mila addetti e che molti lavoratori si ritroveranno probabilmente presto disoccupati, può la Commissione far sapere:

1. se ritiene possibile prevedere per l’Italia una riserva all’obbligo di recepire la direttiva 2019/904 sulla plastica monouso;

2. se, in caso contrario, intende escludere le plastiche biodegradabili e compostabili dall’applicazione della normativa.

Approfondisci sul sito del Parlamento Europeo

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