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Un’altra notte di follia in treno: africano minaccia i passeggeri

È uno dei cinque nordafricani che giorni fa hanno preso in ostaggio un convoglio in provincia di Treviso per quasi un’ora. Lo stesso treno. E lo stesso nordafricano componente della baby gang che l’1 ottobre scorso ha seminato il panico lungo la corsa Venezia-Bassano Del Grappa.
Il capotreno ha riconosciuto gli stessi capelli ricci scuri, la stessa tuta nera, le stesse scarpe da ginnastica. E ha chiamato la polizia. Come riporta La Tribuna di Treviso, il giovane di circa 20 anni è salito ieri sera sul treno, naturalmente senza biglietto. Quando il personale di bordo gli ha chiesto il titolo di viaggio è andato su tutte le furie. Prima ha minacciato il controllore e poi ha inveito contro alcuni passeggeri. Infine, il nordafricano ha raccolto un grosso sasso da terra e minacciando di scagliarlo contro il personale del convoglio è riuscito a darsi alla fuga.
Insomma, i passeggeri hanno vissuto lo stesso panico e lo stesso terrore del primo ottobre scorso quando cinque nordafricani hanno preso in ostaggio il treno insultando, sputando contro i passeggeri, svuotando un estintore e minacciando un capotreno. “Questo treno è nostro”, urlavano senza alcuna paura davanti a madri, padri e bambini. Chi provava a farli ragionare peggiorava soltanto le cose, veniva insultato e rischiava di prendersi qualche gancio in faccia. Chi si avvicinava di essere strattonato, preso per la nuca o per il collo e minacciato.
La banda nordafricana ha costretto il convoglio a rimanere fermo alla stazione di Castello di Godego per quasi un’ora.
Un testimone di ritorno con la moglie dalla Biennale di Venezia ha raccontato quei drammatici momenti: “Stavo tornando a Bassano con mia moglie dopo aver trascorso una giornata alla Biennale il viaggio è filato via liscio fino a Castelfranco, quando è salito un gruppo di giovani africani, in particolare magrebini. Erano alterati, probabilmente dall’alcol. Alcuni avevano delle bottiglie di alcolici in mano. Se la sono presa con un giovane. Non so se fosse salito con loro o addirittura facesse parte del gruppo. So soltanto che l’hanno spinto e insultato. Ci siamo tutti impauriti per l’aggressività ingiustificata di quei giovani. Nel frattempo il treno è ripartito ma gli animi, invece di quietarsi, si sono surriscaldati. Arrivato a Castello di Godego il treno s’è fermato. Penso continua – per quasi cinquanta minuti. Il punto è che alcuni viaggiatori hanno cercato di calmare gli animi. Ma invece di quietarli, li hanno riaccesi. Ci sono state urla, spinte nei confronti dei passeggeri, qualcuno ha attivato un estintore. Ho iniziato a fotografare continua il testimone – qualcuno di loro mi ha visto e mi ha minacciato: ti spacco la faccia”.