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Stupro di Rimini, l’Italia stanziò 20mila euro per rimpatrio dei marocchini: come hanno fatto a restare qui

(Libero Quotidiano)

Lo Stato aveva stanziato 20mila euro per rimpatriare la famiglia dei due fratelli marocchini e minorenni coinvolti nello stupro di Rimini. Soldi che sarebbero serviti a madre e figli per raggiungere il padre già espulso in Marocco. I soldi però sono stati rifiutati dal padre, e la pratica di rimpatrio è stata annullata perché l’agevolazione si può ottenere solo grazie all’accordo di entrambi i genitori. L’uomo, secondo quanto si apprende, non avrebbe dato il consenso poiché si erano ridotte a zero le sue possibilità di tornare in Italia. Il marocchino, dunque, ha impedito l’accordo per ricongiungersi illegalmente con la famiglia, patteggiando una pena di 1 anno e 4 mesi (dunque, domiciliari).
“Avevamo trovato i soldi, più o meno 5 mila euro a persona o forse di più, per farli rientrare in Marocco dove si trovava il padre già espulso. Tutto era pronto, anzi madre e i quattro figli erano andati in caserma per partire. Poi non so cosa sia successo – ha spiegato il sindaco di Vallefoglia, Palmiro Ucchielli, al Resto del Carlino -. Attraverso il tribunale dei minorenni ci siamo ritrovati il padre di nuovo a Vallefoglia mentre noi ci aspettavamo che la famiglia se ne andasse per sempre. Ricordo che non era d’accordo col rimpatrio nemmeno il console, ma alla fine c’era stato il nulla osta. Poi è saltato tutto e la famiglia oltre al padre è rimasta qui”, conclude il sindaco.