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Profughi in rivolta, rubano ai poveri e gettano il cibo: “Portateci la pizza”

Nel biellese tre casi gravi in pochi giorni. Profughi trovati a rubare dai cassonetti della Caritas. In un altro centro scatta la rivolta e chiudono gli operatori fuori dalla struttura

Ancora un fine settimana di rivolte dei migranti. Che sono stati scovati a rubare dai cassonetti della Caritas, quelli dove si raccolgono abiti usati e in buono stato da consegnare ai poveri.

Ma che hanno anche inscenato proteste contro il cibo che l’Italia assicura loro e hanno dato vita ad una rivolta che ha portato gli operatori a trovarsi in piena notte fuori dallo stabile di cui sarebbero i responsabili.

Il condizionale è d’obbligo. Perché a quanto pare adesso i veri padroni della situazione sono loro: i profughi, cui non piace l’assistenza (gratuita) che il Belpaese mette in campo ormai da tempo.

È successo tutto in provincia di Biella nelle giornate di sabato e domenica. Nel centro di Cossato, un rappresentante della Lega Nord ha fotografato profughi intenti a rubare dai cassonetti della Caritas. Non appena è stato visto, i migranti si sono avvicinati minacciosamente al leghista intimandolo di non mandare in giro quelle immagini che li ritraevano. Ha dovuto premere l’acceleratore per evitare guai.

Ma non solo. Perché la sera stessa gli stessi profughi hanno rifiutato con disprezzo la cena data loro dalla cooperativa che li gestisce solo perché non di loro gradimento. A quel punto hanno insistito affinché gli operatori andassero a loro spese a comprare 40 pizze in un vicino locale. A confermare la notizia è un volontario del centro che per paura di ritorsioni preferisce rimanere anonimo.

“La situazione legata all’ospitalità dei migranti sul territorio biellese sta prepotentemente tornando di attualità”, scrive in un comunicato il segretario provinciale biellese della Lega Nord, Michele Mosca. E si capisce. Non fosse altro perché il caso di Cossato non è isolato. Anzi.

A Zimone, infatti, gli immigrati hanno inscenato una rivolta che sembra quasi un ammutinamento. Nel pieno della notte hanno costretto gli operatori della cooperativa ad uscire fuori dal fabbricato dove sono ospitati i migranti, rimanendo segregati in cortile. A quel punto sono intervenute le forze dell’ordine che hanno dovuto instaurare una trattativa per riportare la calma. Il motivo è quello del mancato pagamento dei 2,50 euro giornalieri che spetterebbero ai migranti per le piccole spese.

“A questo punto penso che si sia veramente oltrepassato il limite – conclude il leghista Michele Mosca – scene come queste non appartengono alla cultura della nostra piccola provincia, servono prese di posizioni esemplari per non far passare il messaggio che oltre l’accoglienza a queste persone è tutto concesso. I biellesi sono gente pacata, per bene che storicamente ha fatto del lavoro la propria bandiera, non è accettabile che in nome dell’accoglienza buonista ad ogni costo si metta a rischio l’incolumità degli operatori e si sputi nel piatto che ha garantito l’accoglienza”.