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PROFILO

Mara Bizzotto

(Bassano del Grappa, 3 giugno 1972) è una politica italiana.

Inizia giovanissima la sua attività politica e amministrativa. A inizio anni ’90, è eletta consigliere comunale di Rosà (Vi) e Assessore della prima Amministrazione Comunale leghista della Provincia di Vicenza: a 21 anni è l’assessore comunale più giovane di tutto il Veneto (1993).

Successivamente, ricopre la carica di capogruppo della Lega Nord nel Comune di Rosà (1997-2004) e nel Comune di Tezze sul Brenta (Vi) (2004-2009).

Nel 2000, a soli 28 anni, viene eletta per la prima volta Consigliere Regionale del Veneto: in Regione si fa notare per essere la promotrice della cosiddetta “Legge blocca capannoni” che ha stoppato la cementificazione selvaggia del territorio e ha messo lo stop alla costruzione di nuovi capannoni industriali.

Rieletta in Regione Veneto nel 2005, conquista la ribalta delle cronache per aver promosso due battaglie andate a buon fine: la cancellazione delle pensioni d’oro dei consiglieri regionali veneti (2007) e la cancellazione della cosiddetta “tassa dei consorzi di bonifica” (2009).

Alle elezioni Europee del 2009, viene eletta Parlamentare Europeo con 33942 voti di preferenza (collegio Nord Est).

All’Europarlamento si distingue subito per le sue battaglie “venetiste” e a favore dell’indipendenza del Veneto e del Nord Italia: è infatti la prima a portare ufficialmente nelle aule di Bruxelles la ‘questione Veneto’ e la richiesta di referendum per l’indipendenza da Roma.

Celebre il suo impegno per il diritto all’autodeterminazione dei Popoli e per la costruzione di una nuova Europa dei Popoli: una sua interrogazione sull’indipendenza della Catalogna e la relativa risposta del Presidente della Commissione UE, Josè Manuel Barroso, fanno il giro del mondo e finiscono sui mass media di tutta Europa (agosto 2012). Per la prima volta nella storia, infatti, i vertici della Commissione UE parlano espressamente di secessione all’interno di uno Stato Membro, affermando che in questo caso “si dovrà trovare e negoziare la soluzione ricorrendo all’ordinamento giuridico internazionale”.

All’Europarlamento è la promotrice di una imponente battaglia per l’abolizione del Canone Rai: la sua Petizione Europea per cancellare la tassa più odiata dagli italiani, promossa assieme al CLIRT (Comitato per la Libera Informazione Radio Televisiva) di Marostica (Vi), raccoglie migliaia e migliaia di adesioni provenienti da ogni angolo del Paese, e porta alla storica apertura di un’indagine (ancora in corso) da parte di Bruxelles finalizzata all’abolizione del Canone Rai (2013).

Molto note anche le sue iniziative in sede UE a tutela del “made in” e per la difesa dell’agroalimentare italiano: dopo una sua interrogazione, la Commissione UE ha vietato la commercializzazione dei vini in polvere fai da te (i cosiddetti ‘wine kit’ denunciati anche da Striscia la Notizia) che venivano spacciati per vini Dop italiani come Prosecco, Amarone e Valpolicella (novembre 2012).

Secondo il sito www.mepranking.eu, nel 2011, nel 2012 e nel 2013 è stata il miglior europarlamentare italiano per numero di attività e produttività e ha chiuso la legislatura 2009-2014 al 5° posto tra tutti i 766 deputati del Parlamento Europeo.

Alle elezioni del 2014, viene rieletta al Parlamento Europeo con 45.288 voti di preferenza: dopo Matteo Salvini e Flavio Tosi, è l’esponente della Lega Nord più votato di tutta Italia.

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