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Moratoria di due anni all’arrivo di nuovi lavoratori extracomunitari

Mara Bizzotto presenta una mozione in Regione per bloccare i flussi migratori e dare priorità ai nostri disoccupati Veneti

Una mozione in Consiglio Regionale per chiedere una moratoria di due anni agli ingressi di nuovi extracomunitari.

E’ questa l’iniziativa promossa dal consigliere regionale vicentino della Lega Nord, Mara Bizzotto, che ha presentato una mozione (sottoscritta da tutto il gruppo leghista) che chiede di “bloccare per due anni l’arrivo di nuovi lavoratori immigrati”.

“Il periodo di forte crisi economica che stiamo vivendo ci impone delle riflessioni improcrastinabili sui flussi migratori -spiega Bizzotto, prima firmataria della mozione- Congelare per almeno due anni gli ingressi di nuovi lavoratori extracomunitari è una misura doverosa che va incontro alle esigenze del nostro territorio. Si pensi alle migliaia di Veneti che hanno perso o stanno perdendo il posto di lavoro: come si possono spalancare le porte a nuovi extracomunitari se il nostro tessuto socio economico non è in grado di garantire lavoro ed occupazione nemmeno ai nostri cittadini?”

“Il blocco dei flussi trova il consenso di molte associazioni di categoria (in primis artigiani e piccoli imprenditori) e di vari esponenti del mondo del lavoro veneto -continua Mara Bizzotto- Proteggere i posti di lavoro dall’assalto di nuovi extracomunitari e dare la precedenza e la priorità ai nostri disoccupati, mi sembra un provvedimento necessario e di buon senso, che dimostra altresì come gli stranieri presenti in Veneto siano già troppi e come il nostro territorio e la nostra economia non sentano affatto il bisogno di nuovi arrivi”.

“La proposta di bloccare i flussi è diventata oramai una necessità richiesta trasversalmente da vari e differenti soggetti quali il presidente della Confartigianato di Treviso, il segretario della CGIA di Mestre, il segretario della Cgil di Treviso e persino alcuni sindaci di centrosinistra -conclude Bizzotto- Continuare ad importare manodopera straniera in questa fase di grave crisi economica, rischia infatti di innescare un serio problema sociale con conseguenze devastanti per le nostre comunità: per questo l’unica soluzione è bloccare le frontiere per due anni e dare lavoro prima ai nostri cittadini disoccupati”.