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Massacrate dai rapinatori, morta l’anziana di 84 anni

L'anziana aveva 84 anni e insieme alla nuora aveva sorpreso in casa due rapinatori rumeni di 22 e 26 anni

Non ce l’ha fatta Cloe Govoni, l’anziana 84enne massacrata in casa insieme alla nuora Maria Humeniuc, 53 anni, dai rapinatori che aveva sorpreso in casa.

La donna era arrivata in ospedale in condizioni critiche, con grave trauma cranico e la rottura dell’aorta, dopo il pestaggio con calci e pugni da parte dei malviventi. Migliorano invece le condizioni della nuora rumena, ricoverata all’ospedale Maggiore di Bologna. Era stata proprio lei, nonostante le ferite, a dare l’allarme con il cellulare dopo che i malviventi se ne erano andati.

Per l’aggressione sono stati fermati Constantin Grumeza, 22 anni, e Leonard Veissel, 26, entrambi rumeni. I due, fuggiti con un bottino di appena 90 euro e pochi gioielli per un valore di circa mille euro, sono accusati di rapina aggravata e tentato omicidio in concorso, anche se quest’ultima accusa dovrebbe cambiare in seguito alla morte della donna. “Non volevamo commettere tutto questo, abbiamo perso la testa davanti a tutto quel sangue, non lo faremo più e ci dispiace”, hanno detto i due durante l’interrogatorio davanti al gip.

“Se la giustizia ha ancora un senso in questo Paese, questi due delinquenti vanno puniti severamente: serve l’ergastolo”, commenta Daniela Santanchè, “È inammissibile perdere la vita in casa propria. E ancora più assurdo è che qualcuno pensi a limitare il diritto alla legittima difesa”. “È un giorno di dolore immenso. La morte di Cloe è morte di Stato e pesa come un macigno sulla coscienza sporca della sinistra italiana, che ha votato indulti, ha sostenuto Caino e mai Abele, si è dimenticata delle vittime“, aggiunge il capogruppo leghista dell’Emilia Romagna, Alan Fabbri, “È ora di far valere la certezza della pena. Quante morti sta aspettando questa sinistra imbelle? Il buonismo a marca Pd sta seminando vittime: Cloe, dopo Pierluigi Tartari, è la seconda vittima in poche settimane nello stesso territorio. E mentre il crimine aggredisce le nostre città ci sono esponenti Pd che arrivano a proporre l’abolizione del carcere: il segno di un partito che vive fuori dal mondo, che è drogato di palazzo e che ha dimenticato quel che accade nella vita reale. Ora Alfano si svegli, mandi rinforzi, e il governo chieda scusa e si dia una mossa: stop immigrazione selvaggia, basta buonismi che uccidono“.