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Lucca, gli immigrati allontanati dal centro d’accoglienza fanno ricorso: vincono e ottengono anche un risarcimento

(Libero Quotidiano) Il loro comportamento era stato deplorevole e per questo erano stati cacciati. Ma per i giudici gli immigrati devono ritornare nel centro di accoglienza e la Prefettura dovrà pagare 3.500 euro allo Stato. È così che il Tar, riporta il Tempo, mette la parola fine sulla vicenda che ha coinvolto alcuni stranieri ospiti di una struttura a Lucca ai quali era stata revocata l’ospitalità. I fatti risalgono a maggio scorso quando a otto migranti, sei provenienti dalla Costa d’Avorio, uno dal Benin e uno dalla Nigeria, arriva la revoca della misura di accoglienza “per la loro mancata partecipazione alla riunione convocata per la sottoscrizione del regolamento della struttura ospitante, una cooperativa che gestisce centri di prima accoglienza a Lucca e Capannori”. La Prefettura aveva motivato la decisione anche con altri comportamenti giudicati inidonei. Un migrante, per esempio, “era stato segnalato dalla municipale come parcheggiatore abusivo, mentre altri erano stati richiamati in prefettura per aver introdotto alcol e persone non autorizzate nella struttura. La fattispecie che però ha originato la revoca delle misure di accoglienza è stata proprio l’assenza alla riunione per la firma del regolamento della struttura“. I migranti però fanno ricorso al Tar contro la Prefettura. Infine la decisione del Tribunale che ha ritenuto valida l’obiezione del loro legale per la mancata comunicazione di avvio del procedimento a carico dei suoi assistiti. “Appare rilevante la circostanza che la convocazione della riunione (…) in nessun caso è stata comunicata direttamente all’interessato, bensì solo al responsabile della cooperativa che gestisce la struttura”. Ne consegue, aggiungono i giudici, che si è trattato di una violazione nella quale non sono state ravvisate ragioni di urgenza e per di più la circostanza non appare come una violazione manifestamente grave da giustificare la revoca. E quindi, in virtù della decisione, la Prefettura è stata condannata ad accogliere nuovamente il gruppo di stranieri allontanato oltre che al versamento di 3.500 euro all’erario”.