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Lombardia e Veneto: le più depredate d’Europa

Le due Regioni hanno versato allo Stato 800 miliardi di euro in 10 anni. Neanche la Germania pretende così tanto

Come fanno certi sindaci del Pd a chiedere ai loro cittadini, lombardi e veneti, di non andare a votare il referendum per l’autonomia.Soprattutto in Veneto sono parecchi gli esponenti Dem che invitano all’astensione. Con motivazioni assurde. Del tipo che questo voto sarebbe l’anticamera per la secessione o che non bisogna tirare la volata a Zaia (e Maroni). Quando però vai sui numeri i compagni non sanno più cosa dire. Tirano in ballo la riforma della Costituzione del 2001 (che volevano cambiare col referendum del 4 dicembre), sostenendo che le attribuzioni di competenze sono già previste. Peccato che qua, col referendum del 22 ottobre, non c’è in ballo un discorso solo di competenze. Ma di soldi. Danè, schei. Che mancano dal conto di lombardi e veneti. I numeri, bene o male, li sappiamo: le due Regioni del Nord vantano un residuo fiscale enorme, sui 60miliardi l’anno, nei confronti dello Stato centrale. Quattrini che lasciano la pianura padana sottoforma di tasse ma che non ritornano come servizi. Però se moltiplichiamo questa montagna di denaro per dieci anni emergono numeri mostruosi: il Veneto ha pagato a Roma la stratosferica cifra di 185 miliardi di euro nell’ultimo decennio, la Lombardia addirittura 584 miliardi. La cosa più scandalosa tuttavia è un’altra: nessuna altra Regione in tutta l’Unione Europa ha lasciato una cifra così enorme allo Stato centrale, nemmeno le ricche Regioni tedesche o la Catalogna che sta chiedendo l’indipendenza.

Lo studio che dovrebbe convincere qualunque indeciso è stato commissionato dall’europarlamentare della Lega Nord, Mara Bizzotto, e da Michele Bacco, ricercatore statistico già consulente della Cgia di Mestre. Ebbene, il Veneto accumula un residuo fiscale medio di 19,3 miliardi di pari a 13,1% del Pil, la Lombardia addirittura 57,6 miliardi per il 16,5% del Pil, mentre la Catalogna si ferma a 8,2 miliardi pari al 4,2% del Pil. «Ancora più impietoso è il confronto tra Italia
e Germania. Le Regioni tedesche più industrializzate – spiega l’onorevole Bizzotto – pagano a Berlino un residuo fiscale ridicolo rispetto alle nostre: se, come abbiamo visto, il Veneto ha lasciato allo Stato centrale 185 miliardi e la Lombardia 584, in Germania il residuo fiscale ha raggiunto al massimo i quasi 51 miliardi della Baviera, i 37 del Baden-Wurttemberg, i 28 dell’Assia, i circa 21 del Nord Reno Westfalia. È evidente che gli abnormi residui fiscali di Veneto e Lombardia rappresentano dei casi unici in tutta Europa e probabilmente nel mondo. Come è possibile, con questi numeri, competere ad armi pari con le altre Regioni europee che pagano infinitamente meno allo Stato centrale e ricevono molti più servizi? In questi anni – continua l’europarlamentare leghista- è come se le nostre Regioni avessero corso i 100 metri con le zavorre di piombo ai piedi mentre le Regioni tedesche correvano con il turbo nelle scarpe».
Tutt’altra musica invece per Veneto e Lombardia se potessero trattenere sul territorio, esattamente come fanno le province autonome di Trento e Bolzano, il90% dei tributi erariali di Iva, Irpef, Irpeg, imposta ipotecaria, bollo e di registro, imposta di fabbricazione e sull’energia elettrica, accisa sulla benzina e sul gasolio, altre entrate erariali. Come fa il Pd a non capire che l’ingiustizia verso lombardi e veneti è grossa? È proprio la testardaggine
nel negare l’evidenza che spinge alla secessione, non il contrario.

di GIULIANO ZULIN ©RIPRODUZIONE RISERVATA